Il
riconoscimento che ci apprestiamo a consegnare questa sera,
L’Oscar Norelli 2008, non è un premio per i risultati
sportivi raggiunti.
Viene storicamente, e per statuto, assegnato
a chi, in maniera disinteressata, abbia contribuito allo sviluppo
e alla diffusione dello sport motociclistico.
In questa occasione
però non possiamo ignorare una carriera agonistica di
grandissimo rilievo che, vittoria dopo vittoria, ha trascinato
molti giovani ad avvicinarsi al nostro mondo.
Accontentiamo
gli amanti di numeri e statistiche citando il Campionato mondiale
assoluto del 1998 e i cinque titoli mondiali di categoria.
Quattro sono i trofei iridati vinti con la squadra nazionale
e dodici i titoli italiani.
Questa è però solo
una veloce occhiata ad un palmares che richiederebbe troppo
tempo per essere trattato nel dettaglio.
Più di ogni
vittoria ci piace ricordare il lato umano evidenziato in ogni
istante di questa grande carriera.
Solare, espansivo, disponibile;
grazie al Suo carattere e alla Sua modestia ha indubbiamente
appassionato una folta schiera di ragazzi, mostrando loro il
lato umano e vincente dello sport.
Il Suo passaggio in Africa,
seppur velocissimo dal punto di vista fisico, non poteva essere
più attento e rispettoso.
Le problematiche del continente
africano hanno naturalmente toccato le corde della Sua sensibilità.
Le iniziative, unitamente agli alpini di Gorle e a tanti amici
in appoggio allo splendido lavoro di Suor Isolina, ne fanno,
prima che un grande campione di enduro, un uomo dai nobili
valori e di grande umanità.
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